La settimana no dell’Amatori Savona si chiude con una sconfitta: al Palapagnini vince Battipaglia

Ultima modifica il Lunedì, 29 Novembre 2021

Terza battuta di arresto per Amatori Pallcanestro Savona, la prima tra le mura di casa. Le ragazze di coach Dagliano arrivavano da una settimana caratterizzata dal doppio k.o. in trasferta contro San Giovanni Valdarno e Civitanova Marche

Serie A2 Femminile, Girone Sud, Giornata 8

Amatori Pallacanestro Savona 54 – O. ME. P.S. Battipaglia 67

(19-19; 30-36; 44-52)

 

L’APS sembra partire con la giusta grinta, con Paleari che colpisce a freddo le avversarie dopo pochi secondi dalla palla a due con una tripla. I primi minuti di studio tra le due squadre permettono alla formazione ospite di capire come chiudere le fonti di gioco savonesi: Milani si incolla a Sansalone e a mettere punti a referto ci pensa Potolicchio. A metà primo quarto Savona si ritrova così sotto di 5 punti e solo un time-out permette alle ragazze di schiarire le idee e trovare con più costanza la via del canestro: il gioco da 3 punti di Salvestrini e i canestri di Zanetti in penetrazione danno respiro alle biancorosse che però concedono molte volte tiri facili a Battipaglia. A fine primo parziale il punteggio è in perfetta parità, 19-19

 

Secondo quarto dominato dalla formazione campana, con Potolicchio e Logoh che continuano a trovare soluzioni efficaci al tiro, inoltre, la pressione “tutto campo” comandata da coach Maslarinos porta i risultati sperati, con l’APS che non riesce a costruire azioni all’altezza e perde palloni su palloni. La facilità nel raccogliere rimbalzi offensivi costringe le liguri a mandare con continuità in lunetta le avversarie che scavano così il solco che risulterà poi irrecuperabile: sono undici le lunghezze di distacco a due minuti dalla fine del quarto. 5 punti di Paleari e 2 di Tyutyundzhieva rendono meno amaro l’intervallo; alla sirena di metà partita 30-36 per Battipaglia. 

 

Il secondo tempo della partita vede l’APS più attiva in fase difensiva e più concreta in attacco; aumenta il livello tecnico della partita ed inizia una fase in cui le due squadre si inseguono nel punteggio, Zanetti, Salvestrini e Sansalone trovano soluzioni efficaci dopo azioni ben costruite mentre per Battipaglia la solita Potolicchio, Milani e Seka lavorano bene sia dalla lunga distanza sia da sotto canestro. Il risultato alla fine del quarto è 44-52.

 

Nell’ultimo quarto APS da fondo a tutte le energie rimaste e prova a recuperare i punti che la separano dalle avversarie, Zanetti e Tyutyundzhieva vanno a bersaglio nei primi minuti e accorciano le distanze (-4). La difesa box and 1 limita le sortite offensive di Potolicchio, così ci pensa la classe 2004 Milani a spegnere le speranze delle biancorosse mandando a bersaglio tre triple che tengono Battipaglia a distanza di sicurezza e permettono di arrivare all’ultima sirena sul +13. 

Risultato Amatori Pallacanestro Savona 54 – Battipaglia 67.

 

Per il capitano dell’APS Alice Sansalone: “E’ normale che in un campionato lungo ed equilibrato come questo possano esserci periodi sottotono, l’importante è sgomberare la testa e cercare di imparare dalle difficoltà per essere ancora più pronte alla prossime sfide”.

 

Amatori Pallacanestro Savona: Salvestrini 6, Tyutyundzhieva 12, Sansalone 3, Paleari 15, Zanetti 11, Ceccardi 2, Pitzalis NE, Pregliasco, Dagliano 2, Picasso 1, Leonardini 2, Guidetti NE. Coach: Dagliano.  

O.ME.P.S. Givova Battipaglia: Logoh 11, Seka 14, Gerostergiou 2, Potolicchio 22, Milani 16, Feoli, Chiapperino, Dione, De Feo 2, Chiovato. Coach: Maslarinos.

 

Dopo tre sconfitte consecutive, l’Azimut Amatori Savona, fa il punto della situazione e si scopre in linea con il suo unico obiettivo. Queste le dichiarazioni del dirigente Stefano Dellacasa:

“Leggo di crisi aperta dopo una settimana infausta fatta di tre battute d’arresto come se fossimo partiti per vincere il campionato o fare un torneo di testa. Francamente non capisco. Fino ad oggi le ragazze sono state bravissime, si sono allenate molto bene dal 23 agosto con grande professionalità, lo staff ha definito il percorso e preparato al meglio le gare, l’organizzazione della società è stata buona ed in crescita. Forse sarà il caso di riavvolgere il nastro e ricordare che il nostro unico obiettivo era ed è di provare a salvarci attraverso i play-out, quindi evitando l’ultimo posto come primo step. Lo diciamo dall’inizio, anche evocando lo 0-6 iniziale del primo anno di serie B che finì con una salvezza comoda, ma le quattro vittorie di inizio stagione hanno fuorviato la prospettiva, forse non solo dall’esterno. Il trend è negativo ma dopo sette giornate siamo 4 vinte e 3 perse. Avremmo messo la firma, nessuno sano di mente se lo aspettava, da neopromossa, con età media di 21 anni e mezzo, molte ragazze che non avevano mai giocato nella categoria e quattro innesti da inserire nella chimica della squadra. Il problema sarà se non ci ricordiamo chi siamo, da dove veniamo e dove vogliamo andare”.

 

“La gestione delle sconfitte deve diventare un punto di forza, non di debolezza. Molte squadre sono preparate più di noi da questo punto di vista. La squadra deve essere consapevole che non può fare miracoli ma che deve vivere questa esperienza quale percorso di crescita per tutti. Il campionato sarà una maratona stancante e vivere una partita alla volta con la mente sgombra, senza esaltazione e senza drammi sarà una prova di maturità, ognuna consapevole delle proprie qualità e dei propri limiti sui quali si dovrà lavorare.  E alla fine tireremo una riga facendo le analisi dovute, non valutando solo il risultato. Rimanere nella categoria sarebbe una grande soddisfazione per tutti ma come detto all’inizio sarà un’impresa a cui aspirano almeno 6/7 squadre più esperte ed attrezzate di noi che vogliamo essere li a giocarcela bene. Di solito chi fa il 50% di vittorie finisce a metà classifica, con il 35% dovremmo evitare l’ultimo posto. Un passo alla volta e la testa leggera. Adesso dobbiamo reagire alla settimana sbagliata senza avere nel risultato il solo metro di giudizio. Ci si salva con il lavoro, la coesione e la consapevolezza dei propri mezzi, trovando nell’unità di squadra la medicina migliore. Una bella sfida che dovrà diventare un piacere affrontare”.

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