Amatori Savona: soddisfazione per la meritata salvezza dopo le emozioni di un percorso durato dieci mesi

La nota della società dopo la salvezza ottenuta in Gara 3 delle finali play-out

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A settembre avevamo detto che il nostro obiettivo era salvarci anche all’ultimo tiro dell’ultima giornata di play-out.

È andata esattamente così. La “bomba” del pareggio di Nico a trenta secondi dalla fine si è spento sul ferro e la partita è finita lì, la salvezza si è materializzata lì e li è esplosa la nostra gioia. 

Contro tutti i pronostici degli addetti ai lavori che in estate ci davano retrocessi da ultime in classifica con pochissime vittorie in campionato. 

E proprio il campionato, con invece 10 successi e una salvezza immediata sfiorata, avrebbe reso tremendamente ingiusta la retrocessione di un gruppo di ragazze liguri splendide, quasi totalmente a digiuno della categoria, con un’età media bassissima, che hanno accettato di giocare senza rimborso, che sono state in campo per 16 mesi, di cui 15 di partite ufficiali compreso il campionato della promozione dello scorso anno, disputato da marzo al fatidico 11 luglio. 

Loro e lo staff intero si sono ampiamente meritati la salvezza che, se mai ce ne fosse stato bisogno, certifica il diritto alla promozione dello scorso anno in un campionato ridotto, mai piangendosi addosso neanche quando la sfortuna ha colpito con i gravi infortuni di Poletti, Paleari e della prima straniera della nostra società (Tyutyundzhieva) tutte sotto i ferri del chirurgo e di Ceccardi e Salvestrini per lungo tempo. 

In un roster limitato come il nostro sarebbero stati colpi mortali. 

Invece il carattere e la resilienza sono stati decisivi come la crescita inaspettata di alcune giocatrici chiamate all’improvviso ad essere protagoniste, guidate da una capitana vera e da uno staff che non ha mai perso la rotta. 

Nel percorso abbiamo riempito il roster con Dagliano e Nezaj e con l’innesto quasi fuori tempo massimo della seconda straniera (Pobozy) che in meno di due mesi ha dovuto ambientarsi ed integrarsi alla velocità della luce, una delle scelte più felici della stagione.

E ce l’abbiamo fatta, con pochi mezzi, con persone di staff giovani e disponibili che vanno tutte ringraziate perché “reggere” un campionato di A2 che dura 10 mesi pieni con obblighi federali stringenti e trasferte al sud impegnative, per una società “leggera” come la nostra è uno sforzo notevole non solo economico. 

Gli spalti pieni nei playout animati dalla incessante torcida e l’ultimo referto rosa ripagano però pienamente ogni fatica, ogni incazzatura, ogni momento difficile che, con l’obiettivo raggiunto in tasca, trasuda soddisfazione e appare come un momento di crescita enorme: una laurea triennale ottenuta in 10 mesi. 

Per questo valuteremo bene cosa fare. 

La ragione direbbe delle cose, la spinta emotiva e il patrimonio umano creato altre. 

Oggi però è solo tempo di essere orgogliosi, festeggiare e dire grazie a tutti. 

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